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Risorgimento Italiano

L’unità d’Italia: 17 marzo 1861

L’Unità d’Italia non fu facile e, gli avvenimenti storici che portarono a questa unione, si protrassero per gran parte del 1800.

Nel 1860 Garibaldi, un patriota che aveva combattuto anche in Sud America, guida una spedizione per liberare il Sud Italia dal dominio dei Borbone. La spedizione dei mille (si chiama così perché partecipano mille persone circa) parte da Quarto, in Liguria, arriva a Marsala, in Sicilia, e risale lungo la Penisola, sconfiggendo in varie battaglie i Borbone e liberano le zone del Sud Italia dal loro dominio. Cavour a questo punto fa intervenire l’esercito piemontese nell’Italia centrale. Ha infatti paura che Garibaldi occupi Roma e che Napoleone III decida di andare in aiuto del papa. Così Garibaldi a Teano si incontra con il re Vittorio Emanuele II e gli consegna i territori liberati; le regioni del Sud liberate da Garibaldi scelgono con un plebiscito di unirsi al Regno di Sardegna.

L’unita d’Italia

Il 17 Marzo 1861 a Torino il nuovo Parlamento proclama la nascita del Regno d’Italia, anche se ci sono ancora dei territori, come il Veneto e Roma, non unificati al resto della Penisola. Nel 1866, con la vittoria nella Terza guerra d’indipendenza, l’Italia ottiene anche il Veneto; Essi nel 1870, dopo la caduta di Napoleone III in Francia, le truppe italiane possono entrare a Roma e occupare la città. Nel 1871 Roma diventa capitale d’Italia.

Il papa Pio IX si oppone alla presa di Roma con il decreto Non expedit, dove dichiara che i cattolici non devono in nessun modo partecipare alla vita politica dell’Italia.
Una volta unita l’Italia, rimangono molti problemi da risolvere: le regioni italiane sono tutte molto diverse l’una dall’altra; l’economia in molte zone italiane è arretrata; in Italia meridionale si diffonde il brigantaggio.

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