I Babilonesi
Babilonia era una città della Mesopotamia antica, situata sull’Eufrate. Le cui rovine coincidono oggi con la città di Al Hillah, nella Provincia di Babilonia in Iraq a circa 80 km a sud di Baghdad. Fu la città sacra del regno omonimo nel 2300 a.C. e dei babilonesi nel 626 a.C.: Babele in lingua accadica significa “Porta di Dio” (Bab-El).
Babilonia era un esempio di grande metropoli, ben organizzata, a carattere multietnico. La città nel corso del II millennio a.C. divenne la capitale d’un potente impero. Solo dopo il secolo XVIII a.C. la dinastia amorrita di Babilonia acquisì l’egemonia sull’intera area, conquistando tutta la Mesopotamia e distruggendo la città rivale di Mari sotto il regno di Hammurabi.
Fino ad allora, come dimostrano i ricchi archivi di Mari, nella regione si fronteggiarono vari regni: Assur, Eshnunna, Mari, Aleppo, Alalakh, Qatna. Il re Hammurabi redasse anche uno dei più antichi codici legislativi, il Codice di Hammurabi. Ma forse il suo sovrano più conosciuto fu Nabucodonosor II (604 a.C.-582 a.C.), che distrusse il tempio di Gerusalemme nel 587 a.C. e ne deportò la popolazione, celebre episodio riportato nella Bibbia. Sottomessa dai Cassiti, agli Elamiti e poi agli Assiri, fu liberata da Nabopolassar, padre di Nabucodonosor II.

