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Età delle Guerre Mondiali

La marcia su Roma

Il 28 ottobre i fascisti usarono la “marcia su Roma” come arma di pressione e di ricatto sul governo e sul re Vittorio Emanuele III per indurlo a cedere il potere al fascismo.

La marcia su Roma

Il 24 ottobre i dirigenti fascisti scelgono Napoli per una grande manifestazione di forza. L’ordine del giorno è la definitiva conquista del potere politico nel paese. Quarantotto ore dopo due alti esponenti del partito, De Vecchi e Ciano, fanno sapere al re Vittorio Emanuele III che i fascisti chiedono le dimissioni del governo, pena il ricorso all’azione armata.

Secondo i piani, il quadrunvirato, costituito da De Bono, Bianchi, Balbo e De Vecchi. Avrebbe assunto i pieni poteri nella notte tra il 26 e il 27 e nei due giorni successivi si sarebbero mobilitati i ventottomila soldati pronti a marciare verso Roma. Quando i fascisti entrano nella capitale.

Il re infatti, rifiutandosi di firmare il decreto esecutivo del presidente del consiglio Facta, ha già formalmente affidato a Mussolini la formazione del nuovo governo. Il 31 ottobre il fascismo celebra la sua vittoria e plaude al re. Il quale si illude ancora che la violenza fascista sia riconducibile alla legalità.

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