Alla fine XVIII secolo in Francia il potere del Re perse prestigio avvantaggio di quello nobiliare. Dopo un periodo di reggenza, nel 1723 divenne Re Luigi XV, che cerco di riformare l’assolutismo ma senza intaccare i privilegi dei nobili e del clero, tradizionalmente essendati dalle tasse mentre era atto una grave crisi finanziaria. Vi era un grave contrasto tra dinamismo economico e immobilismo politico e sociale.
Luigi XVI:
Luigi XVI (1784 – 1793) tentò di istituire una imposta finanziaria, bocciata dai nobili, arroccare a difesa dei propri interessi. Si arrivò cosi alla convocazione degli stati generali (organo di rappresentanza clero e terzo stato) con l’obbiettivo di discutere una riforma fiscale. Negli stati generali prevaleva sempre la difesa degli interessi clero e nobiltà, e quando si votava non per persona ma per stati, il che metteva regolarmente in minoranza il terzo stato. Era un modello sociale obsoleto, che sarà indicato Ancien regime.
Stati Generali:
Gli stati generali si riunivano il 5 Versailles 1789 e subito il terzo stato chiese esplicitamente chiese se votasse per testa. Di fronte alle discussione del Re e due ordini privilegiate, il 17 Giugno il terzo stato assemblea nazionale, affermando di agire il nome della maggioranza dei francesi è separandosi dagli altri stati.
Il sovrano impedì i delegati del terzo stato di riunirsi e fece chiudere la sola seduta, ma questi si riunivano in una sola attigua a debita al gioco della palla corda, e giurarono di rimanere uniti fino alla stesura della costruzione, il Re fini per godere e partecipavano nobili e cleri, ma l’assemblea cambio nome (assemblea nazionale costituende) e sostituì la monarchia assoluta con la monarchia costituende. Il Re, per tutta risposta, concentrò le truppe attorno a Parigi.
Inizio della Rivoluzione Francese:
Il 14 Luglio 1789 il popolo parigino assali la fortezza della Bastiglia, da inizio cosi la rivoluzione. La rivoluzione Francese si estese da Parigi alle provincie. I contadini assalirono i castelli dei nobili, molte dei popoli che fuggirono e diederono fuoco alle corte che registravano i diritti feudali. L’assemblea nazionale decise alla abolizione del regime feudale, dei diritti esercitati dai nobili sui contadini e nei privilegi fiscali di nobiltà e clero. Durante i lavori dell’assemblea si delinearono diverse correnti politiche, indicate in base ai posti dei seggi occupati.
- A Sinistra vi erano i Cordiglieri, di idee rivoluzionarie radicali;
- I Giacobini, appartenenti alla borghesia media e alta e organizzati in società affiliate;
- I Girondini, interni ai Giacobini.
- A Destra vi erano i Foglianti, monarchici provenendo dall’alta borghesia;
- Al Centro un vostro gruppo che appoggiava in volta in volta le proposte meglio rispondenti ai propri interessi.
I diversi gruppi erano però uniti nel sostenere una monarchia costituzionale basata sulla separazione dei poteri. Si discusse molto sul diritto di voto, che fu infine attribuito ai cittadini benestanti. Questo provvedimento non riuscì a colmare il debito pubblico, ma ebbe grande rilievo sul piano sociale. Coloro che avevano acquistato beni ecclesiastici, in prevalenza borghese e agricoltori, si legarono strettamente alle sorte della rivoluzione, per difendere i beni acquistati.
Fu approvata la costituzione civile del clero:
L’ecclesiastici dovevano giurare fedeltà, allo stato che si faceva carico del loro mantenimento;
Nel Settembre 1781 fu approvata la nuova costituzione, che designava una monarchia costituzionale fondata sulla separazione dei poteri e sulla sovranità popolare. Il Re avrà esecuzione alle leggi, l’assemblea dei rappresentanti che votava i giudici le facevano rispettare. I componente dell’assemblea legislativa e giudici erano eletti dal popolo. Fu riformata la struttura amministrativa dello stato, diviso in dipartimenti in base al principio del decentramento.

