Il Rinascimento è un periodo artistico della storia, che si sviluppo in Italia, sopratutto a Firenze tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna.
Il termine “Rinascimento” indica quella straordinaria fioritura delle arti e del pensiero che si verifica in Italia dopo il 1350. Si traduce in un colossale movimento di liberazione dell’intelligenza umana da tutti i dogmi. L’Umanesimo, che rappresenta l’altra faccia dello stesso fenomeno, è il metodo che trova nello studio delle “umane lettere” il mezzo per raggiungere questa libertà.
Fiducia nell’uomo e riscoperta dei classici:
I profondi mutamenti sociali prodotti dalla crisi hanno introdotto il concetto del tutto innovativo che la nobiltà è un dono concesso da Dio a tutti gli esseri umani. Ne deriva una rivoluzione del pensiero basata su un’enorme fiducia nelle possibilità dell’individuo. A questa si accompagna una riscoperta degli autori classici, iniziata già dopo il Mille. Nel Trecento, Francesco Petrarca è il pioniere della scoperta dei grandi scrittori latini le cui opere sono poi diffuse, nel secolo successivo, grazie all’invenzione della stampa.
La filologia:
Al contrario dei chierici dell’Alto Medioevo, per i quali la parola del Vangelo era “sacra si per se”, gli umanisti vogliono cogliere il senso autentico in quanto la parola è Verità e il suo significato va colto in ogni sfumatura. Con questo metodo e con questo scopo nasce la filologia, ovvero la scienza del testo. Grazie ad essere Lorenzo Valla dimostra per esempio la falsità della Donazione di Costatino su cui il Papato ha fondato il suo potere temporale.
L’uomo al centro dell’universo:
Gli umanisti sono convinti che l’uomo sia in grado di mettersi in contatto diretto con Dio e lo pongono al centro dell’universo, ritenendolo libero di compiere tutto ciò che progetta. Cosi facendo, restituiscono anche dignità al concetto di bellezza che il Medioevo aveva accantonato e usano i modelli greci, con le loro leggi matematiche, per rappresentare il corpo umano ideale.
Il mecenatismo:
Il culto degli antichi diventa una vera mania e in molte città sorgono le accademie dove si educa all’amore per il bello. Principi e Signori creano meravigliose collezioni di oggetti antichi che rafforzano il loro prestigio. Si trasformano in mecenati mettendo a disposizione degli artisti i mezzi di sostentamento per produrre le loro opere. I primi grandi mecenati sono i Medici di Firenze, che progettano pittori come Sandro Botticelli e studiosi come Pico della Mirandola e Marsilio Ficino. In particolare Lorenzo dei Medici accoglie alla sua corte i massimi rappresentati della cultura italiana. Da prova di tale munificenza da mettersi l’appellativo di “Magnifico“. I pontefici non sono da meno e trasformano Roma nel secondo polo del Rinascimento, segui dai Signori di Urbino, Mantova, Ferrara, Venezia, Napoli e Milano.

