Il nuovo secolo si apre all’insegna dell’ottimismo e della ritrovata fiducia, dopo un lungo ventennio caratterizzato dalla Grande Depressione.
L’Europa aveva alle spalle un lungo periodo di pace e le controversie legate alla spartizione coloniale del mondo avevano confinato i conflitti nelle periferie del mondo. Vi era stata poi una ripresa della produzione industriale, che per l’Italia fu il vero primo decollo. Con la diffusione di quei tipici beni duraturi di consumo come l’automobile, e varie applicazioni tecnologiche (elettricità domestica, acqua corrente nelle abitazioni, ecc). Consentono alle grandi masse di affacciarsi sul palcoscenico della storia.
Ma la belle epoque fu anche un periodo denso di contraddizioni e squilibri. Soprattutto di tipo sociale ed economico, che spinsero masse di contadini e diseredati a cercare fortuna oltreoceano. Essa è infatti anche l’età della ‘opera di pensatori come Henri Bergson e Siegmund Freud, ai quali si devono la diffusione di una rinnovata idea della temporalità (il tempo interiore e la durata) e la scoperta della dimensione inconscia della psiche.
Queste scoperte avranno un’ importante ricaduta sulle avanguardie artistiche e letterarie del tempo e su artisti e letterati come Schonberg, Picasso e Proust.
Quest’età ebbe bruscamente termine nel 1914, quando le tensioni lungamente represse tra le diverse nazioni esplosero nel conflitto mondiale, la Grande Guerra.

