Giulio Cesare appartiene alla gens Iulia, una tra le più antiche famiglie patrizie di Roma.
Nel 61 a.C. rientra dalla Spagna, provincia che aveva amministrato in qualità di propretore, risolleva le sorti del partito di Mario. Il suo obbiettivo è quello di abbattere il potere oligarchico del senato. Egli si candida alla carica di console, ma avendo contro il senato, cerca di assicurarsi l’appoggio di Pompeo e di Crasso.
Nel 60 a.C. nasce tra Cesare, Pompeo e Crasso il primo triumvirato.
Viene sancita una forte intesa tra quelle che erano le tre personalità più influenti del momento: Cesare rappresenta i popolari, Crasso l’ordine dei cavalieri e Pompeo l’esercito.
Grazie a questo patto, i tre possono assicurarsi vantaggi reciproci riducendo di molto il potere dell’oligarchia senatoria.
Ma Cesare sa bene che, per conservare il potere, deve ottenere il prestigio militare e procurarsi l’appoggio di un esercito proprio. Per questo chiede e ottiene il governo della Gallia Cisalpina (Liguria, Veneto, pianura Padana), dell’Illiria (Croazia, Albania) e in seguito della Gallia Narborense ( Francia meridionale). Questi territori sono abbastanza vicini a Roma da permettergli di seguire le vicende politiche della città.
Anno 58 a.C:
Intorno al 58 a.C. gli Edui, una delle tante tribù in cui sono divisi i Galli, chiede aiuto a Cesare per respingere gli Elvezi, tribù germanica. Cesare interviene e respinge gli invasori. Un analogo successo militare Cesare lo ottiene con gli Svevi, altra tribù germanica, che respinge oltre il Reno. Questi avvenimenti gli danno la possibilità di conquistare, nel giro di due anni, la ricca regione della Gallia.
Ma l’esercito di Giulio Cesare non si ferma a questo, nel 54 a.C. si spinge al di là della Manica, in Bretagna. Un anno dopo, sotto il comando di Vercingetorige, i galli si ribellano, ma Cesare, malgrado molte difficoltà li costringe alla resa ad Alesia, consolidando così la conquista della regione e la propria fama

