Le origini della scrittura
In Mesopotamia la scrittura compare tra il 3500 e il 3300 a.C. Le preoccupazioni fondamentali all’origine della scrittura nelle regioni del Medio Oriente sono le seguenti: contare o misurare i beni posseduti; rendere conto delle transazioni eseguite.
Prime testimonianze:
Le prime testimonianze che ci sono giunte di una forma di registrazione scritta solo in termini molto estesi possono essere definite forme di scrittura. Infatti consistono in segni impressi su sigilli cilindrici destinati a convalidare contratti tra contraenti, in tacche e sbarre segnate su contenitori di argilla.
Un nuovo stadio è testimoniato dalle tavolette d’argilla trovate intorno al luogo dove sorgeva il tempio della dea Inanna a Uruk. Risalenti allo stesso periodo, che portano impressi dei pittogrammi destinati a fissare e memorizzare dei possedimenti o dei movimenti di beni. I pittogrammi rappresentano oggetti molto semplici, come una testa di bue, una parte del corpo umano, una spiga, un giardino ecc. Questo sistema si sarebbe ben presto evoluto nella prima forma di scrittura pittografica, che può essere chiamata tale, elaborata dai Sumeri.
Essi per primi mettono a punto un sistema che conta circa 1500 pittogrammi. Ogni pittogramma è dotato di una intrinseca polisemia. Ad esempio, l’immagine che rappresenta la parte inferiore del volto umano può indicare sia la bocca, sia, per estensione, il parlare e il gridare. Ugualmente il pittogramma del piede può rappresentare anche lo stare in piedi, il camminare o persino lo stare fermi.
Inoltre si ricorre ad una tecnica di composizionalità del significato per cui il pittogramma della bocca, associato a quello del pane indica il mangiare; e ugualmente il pittogramma dell’acqua associato a quello dell’occhio indica il piangere.
Caratteristiche:
Una caratteristica di tale sistema di notazione grafica è che esso è indipendente dalla particolarità delle diverse lingue e di fatto ogni pittogramma può ricevere una realizzazione fonetica in ciascuna delle varie lingue del Medio Oriente.
Tale sistema subisce un’evoluzione innanzitutto di tipo grafico, consistente in una semplificazione e astrazione dei segni pittografici fino a creare una ideografia che conserva solo pochi tratti della rappresentazione iconica di ciascun pittogramma.
Ma, soprattutto, il sistema ideografico costituisce la base per un passaggio verso il fonetismo, grazie al presupposto che la lingua sumerica è in larga misura costituita da parole monosillabiche. I vari ideogrammi ricevono una interpretazione fonetica sillabica, che nella composizione sintagmatica può risultare indipendente dal significato iconico.
Ad esempio, l’ideogramma che significa sia “cielo” sia “dio”, poiché la parola per dio è, viene ad assumere il valore fonetico anche nella rappresentazione di quella sillaba contenuta in altre parole. Questa evoluzione permette di ridurre notevolmente il numero di ideogrammi, che scende fino a 800 unità, le quali traducono altrettante composizioni sillabiche.
La scrittura sumerica:
La scrittura sumerica è adottata dagli Accadi, popolo di origine semitica che diventano maggioranza nella regione medio–orientale e che perfezionano il sistema aggiungendo degli ideogrammi che non hanno alcun significato iconico. Inoltre gli Accadi introducono (verso il 2850) quella particolare schematizzazione che è la scrittura cuneiforme, composta da segni impressi con uno stilo su una tavoletta d’argilla lievemente rotondeggiante, grande come il palmo di una mano.
La tavoletta poi viene fatta seccare al sole o in un forno. Il sistema di scrittura cuneiforme si diffonde in tutto il Medio Oriente e rimane in vigore per circa 3000 anni, permettendo di trascrivere lingue diverse come l’eblaitico (Siria, III millennio), l’elamitico (II e I millennio), l’urrita (nord della Mesopotamia, soprattutto II millennio), la lingua urartea (Armenia del I millennio), il palaico (dialetto indoeuropeo, Turchia, I millennio), l’ittita (Anatolia, metà del II millennio). Inoltre ha un importanza nella costituzione dell’alfabeto ugaritico (Siria, XIV-XIII secolo) e dell’alfabeto sillabico dell’antico persiano (Iran del sud-ovest, tra i secoli V e III).

