Guerra dei cent’anni fu un conflitto tra il Regno d’Inghilterra e il Regno di Francia che durò, non continuativamente, 116 anni – dal 1337 al 1453. Si concluse con l’espulsione degli inglesi da tutti i territori continentali, fatta eccezione per la cittadina di Calais.
Il conflitto fu costellato di tregue molto brevi e interrotto da due veri e propri periodi di pace della durata rispettivamente di 9 e 26 anni. Lo dividono in tre fasi principali. La guerra edoardiana (1337-1360), la guerra carolina (1369-1389) e la guerra dei Lancaster (1415-1429), alle quali deve essere aggiunta la fase conclusiva della guerra (1429-1453).
Tale suddivisione è tipica della storiografia anglosassone. Mentre altre periodizzazioni vorrebbero un conflitto bipartito in una prima (1337-1389) ed in una seconda fase (1415-1453).
La guerra dei cent’anni segnò l’apice delle tensioni tra Francia e Inghilterra. Iniziate nell’undicesimo secolo e finite nel 1748, dopo il fallito tentativo d’invasione dell’Inghilterra da parte dei francesi a sostegno degli scozzesi rivoluzionari.
La guerra ha una straordinaria importanza storica, per vari motivi: nonostante si trattasse soprattutto di un conflitto dinastico, esso fu la causa prima della nascita delle nazioni inglese e francese.
Militarmente, la guerra vide la nascita di nuove armi e nuove tattiche. Le quali segnarono l’abbandono degli eserciti organizzati su base feudale e incentrati sulla forza d’urto della cavalleria pesante.
Sui campi dell’Europa Occidentale videro la luce eserciti professionali, per la prima volta dai tempi dell’Impero Romano, rivalutando il ruolo della gleba.

