Le Novelle per un anno di Pirandello è il titolo con cui lo scrittore siciliano riunì, tra il 1922 e il 1936, la maggior parte delle sue novelle. Quando iniziò la racconta, lo scrittore pensava di completarla arrivando a 365 racconti, uno per ogni giorno dell’anno. Non ci riuscì, fermandosi a circa 250. Essi presenta tutti i temi che lo scrittore affronterà nei romanzi e soprattutto nei testi teatrali.
I primi racconti sono di ambientazione siciliana, e si collegano alla produzione narrativa verista. Via via però Pirandello si allontana dal realismo, perché la sua attenzione si concentra sul conflitto tra l’essere e l’apparire, sia nell’individuo , sia nella società. I protagonisti dei racconti sono in genere figure grigie di medi o piccoli borghesi, uomini e donne privi di qualità che vivono una vita monotona.
All’inizio delle novelle sta spesso un evento causale, un fatto imprevedibile che sconvolge abitudini ad aspettative, la quale il protagonista vivere una vita priva di senso e prova a ribellarsi.
L’esito però non è mai positivo. Infatti i personaggi di Pirandello sono condannati alla solitudine e all’esclusione, se non alla follia o addirittura al suicidio.

