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Le ultime lettere di Jacopo Ortis

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis è il celebre romanzo epistolare di Ugo Foscolo. La stesura impegnò a lungo l’autore: i primi abbozzi sono del 1796, l’edizione definitiva è del 1817.

“Le Ultime lettere di Jacopo Ortis” è il grande romanzo del Foscolo, continuamente rimaneggiato e ritoccato e per questo è stato nominato come un romanzo aperto. Il protagonista è una maschera dietro la quale si cela lo stesso autore, ma soprattutto le sue concezioni di bellezza e di amore.
Si tratta di un romanzo epistolare, una Raccolta di lettere scritte dal giovane Jacopo Ortis. Esso riprende il romanzo di Goethe, “I dolori del giovane Werther”, a cui Foscolo ha saputo aggiungere originalità e valore di carattere storico e politico.

Trama:

Le ultime lettere di Jacopo Ortis narra le vicenda di uno studente universitario veneto di passione repubblicana: Jacopo Ortis. Dopo aver assistito impotente al sacrificio della sua patria, Jacopo si rifugia presso i Colli Euganei. Il ragazzo trascorre una vita in perfetta solitudine, ormai deluso da tutto e da tutti, passando il suo tempo libero scrivendo al suo caro amico Lorenzo Alderani, leggendo il filosofo greco Plutarco o intrattenendosi quando capita con un sacerdote, con il medico e con altre persone della cittadina. La sua vita ha una svolta quando incontra il Signor T e le sue due figlie Teresa e Isabellina. L’uomo inizia a frequentare la loro casa e si innamora perdutamente di Teresa.

Proprio durante una passeggiata, Teresa confessa a Jacopo di non sentirsi felice e di non volere sposare Odoardo, al quale il padre l’ha promessa in sposa solo esclusivamente per mere questioni economiche. Il ragazzo da una parte è felice di questa sua dichiarazione, dall’altra però sente la sua disperazione per un amore a suo dire impossibile.

Stanco di tutto, decide di andare a Padova, dove è riaperta l’Università. Dopo alcuni mesi, però, Jacopo ci ripensa e ritorna da Teresa. Nel frattempo, approfittando dell’assenza del futuro sposo Odoardo riprende i dolci colloqui con la donna. Ma anche quella felicità dura un soffio. Il destino è segnato: “l’uomo sarà infelice” e questo Jacopo lo ripete narrando la storia di Lauretta, una fanciulla infelice, nelle cui braccia è morto il fidanzato e i cui genitori sono dovuti fuggire dalla loro patria.

Per un periodo i due giovani sono travolti dall’amore; poi Jacopo, oppresso da una parte dalla scomoda situazione vissuta con Teresa, promessa sposa di Odoardo, e dall’altra assillato dal dolore di poter servire la propria patria, d’improvviso si ammala. Il giovane, in seguito, confessa al padre di Teresa, venutogli in visita, l’amore per la figlia.

Una volta guarito, il giovane decide di partire alla volta di alcune città italiane, scrivendo una lettera d’addio alla donna amata. Jacopo si reca a Ferrara, Bologna e Firenze. Qui visita i sepolcri dei “grandi” a Santa Croce.

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