Il sistema curtense si basava sulla “curtis”. Vale a dire un insieme di terreni divisi in una parte gestita direttamente dal proprietario (dominicum) mediante un amministratore. Un’altra (di solito più estesa) divisa in appezzamenti di terra, affidati a servi e contadini (massaricium) che lavoravano per conto del proprietario. Pagando sia con prodotti in natura – o in denaro – sia fornendo un certo numero di giornate di lavoro nel dominico.
L’elemento cardine del sistema curtense era costituito dalle corvées. Vale a dire dalle prestazioni d’opera prestate dai contadini che si erano visti concedere un appezzamento del dominico: grazie a queste il signore disponeva di un aiuto straordinario, molto importante nei periodi di lavoro più intenso.
Il sistema feudale invece è un sistema di rapporti interno all’aristocrazia d’età medievale, fondato sullo scambio fra impegno militare da parte di un fedele (vassus) e concessione beneficiaria da parte di un protettore (senior) che ricambia la fedeltà – solitamente – con delle proprietà. Il vassallo, da giovane servitore quale era originariamente nel mondo franco divenne verso l’VIII secolo un uomo vicino ai potenti e che svolgeva incarichi militari.

