L’italia è divisa tra Longobardi e Binzantini:
Nel 568 l’Italia venne invasa dai Longobardi, una popolazione germanica originaria della Scandinavia, che da tempo viveva nelle pianure della Panonia (attuale Ungheria). Vero l’Italia si mosse un intero popolo, composto da circa 150.000 persone – guerrieri, donne, vecchi e bambini alla ricerca di una sistemazione stabile.
Guidati da re Albonio, i Longobardi entrarono nel Friuli, sconfissero i Bizantini e dialogano nella Pianura Padana. In pochi anni occuparono buona parte dell’Italia settentrionale e la Toscana, ma non riuscirono a conquistare le coste settentrionale dell’Adriatico e del Tirreno. Insieme a parte del Sud, rimasero ai Bizantini.
L’Italia restò dunque divisa in due padroni, anche se alcune zone riuscirono a mantenere una certa autonomia: nelle isole della languna veneta, proietta dalle paludi e dagli acquitrini, trovò rifugio la popolazione della terraferma, che avrebbe poi dato vita alla città di Venezia; inoltre a Roma, che pure formalmente dipendeva dall’impero bizantino, il papa riusci ad affermare il proprio potere, che cercò di estendere al Lazio.
Il potere è nelle mani di re, guerrieri e duchi:
Nella società longobarda i guerrieri occupavano un ruolo dei predominio: formavano gruppi legati da vincoli di parentela ed erano guidati dai duchi. Come accadeva fra i popoli germanici, le decisioni riguardanti alla comunità erano prese dall’assemblea dei guerrieri e dei duchi.
Essi eleggevano un re come capo supremo dell’esercito soltanto in occasione importanti campagne militari. Dopo la conquista dell’Italia, il regno longobardo si divise in ducati. Essi formalmente dipendevano dal sovrano, ma nei fatti erano autonomi, in particolari quelli di Spoleto e Benevento, che erano lontani dalla residenza reale di Pavia.
L’autorità regia rafforzò sotto il re Rotari, che conquisto la Liguria e il Veneto; a lui si deve anche un importante editto (Editto di Rotari), in cui erano raccolte e messe per iscritto, in lingua latina, le leggi dei Longobardi. In questo modo Rotari voleva dimostrare la crescita dei re e la volontà di farsi capire anche dalla popolazione di origine romana.
Longobardi e Romani: dalla separazione all’integrazione
Inizialmente i Longobardi in Italia e i Romani vissero in quartieri separati, parlando lingue differente, e furono giudicati con legge diverse.
I Romani furono estromessi dalla vita politica e i vecchi ceti dirigenti, cioè i grandi proprietari di terre, vennero perseguitati e videro le loro proprietà confiscate.
Poi la situazione cambio e si ebbe una crescente integrazione fra gli abitanti del regno.

