Guido Davico Bonino illustra la vita di Jacopone da Todi (Todi, tra il 1230 e il 1236 – Collazzone 1306), a partire dal periodo della conversione.
Quindi di conseguenza Jacopone entra come frate laico nell’ordine degli spirituali francescani. Scomunicato, poi processato e imprigionato per volere di Bonifacio VIII.
Laudi attribuitegli, quasi tutte ballate in schema metrico vario di ispirazione religiosa. Il poeta tudertino si scaglia violentemente contro le tentazioni eretiche, la diffusa corruzione ecclesiastica, i vizi mondani, identificando la via della santità con la scelta del rigore ascetico.
La lauda più conosciuta è Donna de Paradiso o Pianto della Madonna, in cui la passione di Cristo sul Golgota, alla presenza della Madonna e di S. Giovanni apostolo, comunica una forte suggestione teatrale. Giancarlo Dettori legge O iubilo de core, Omo, mittete a pensare e Donna de Paradiso. I critici lo considerano uno dei più importanti poeti italiani del Medioevo, certamente fra il più conosciuto autore di laude religiose della letteratura italiana.

