Il romanzo cortese e cavalleresco è ampia narrazione in lingua d’oil. Si colloca intorno alla metà del XII secolo, dunque tardi rispetto agli inizi dell’epica e della lirica trobadorica (lingua d’oc).
I primi romanzi cortesi sono adattamenti e rielaborazioni di opere della tradizione latina relativa alle vicende avventurose di Alessandro Magno, al tragico destino dei figli di Edipo o la guerra di Troia o nell’Eneide.
Lo stesso termine che designava il genere deriva, dall’espressione francese mise en roman, che significa ” trasposizione in lingua volgare”. Si tratta della cosiddetta “materia classica”. Ma fino all’inizio il romanzo cortese e cavalleresco, pur rimaneggiando motivi e figure della tradizione latina, si ricollega alla nuova tradizione romanza: riprende infatti elementi importanti sia della chansons de geste sia la lirica trobadorica (le tematiche amorose e cortesi).
Il romanzo cortese, inoltre, condivide con la poesia dei trovatori anche il destinatario, ossia il pubblico aristocratico delle corti. I suoi autori, infatti, sono per lo più chierici colti che vivono otto la protezione dei grandi signori feudali della Francia settentrionale.

